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Chi sono?

Avvertenza. Se cerchi ricette, tramonti con frasi motivazionali o consigli su come "vivere autentico", hai sbagliato posto. Torna indietro, ti capisco, non ti giudico.

Sono Max. Non sono un giornalista — niente tesserino, niente redazione, niente calciobalilla in ufficio. Non sono un influencer — parola che mi provoca un conato pavloviano ogni volta che la sento. Non vendo corsi online su come diventare creator in 30 giorni. Non ho un podcast con la sigla trap. Quello che sono è più semplice e più complicato allo stesso tempo: sono una pecora che ha deciso di pensare.

Le pecore, si sa, pascolano. Seguono il gregge. Non fanno domande. Condividono senza leggere, mettono like senza capire, annuiscono senza pensare. Sono il pubblico ideale per chiunque voglia vendere qualcosa — un prodotto, un'idea, un politico, una guerra. Io ho deciso di smettere di pascolare. Tardi? Forse. Ma meglio tardi che mai, come diciamo noi che arriviamo comunque in ritardo.

Ho passato anni tra porti, dogane e continenti a fare logistica internazionale. Sono friulano — e chi conosce i friulani sa che non siamo tipi da proclami facili. Ho girato abbastanza mondo da capire una cosa sola: chi urla più forte raramente ha ragione. E il silenzio, quasi sempre, nasconde le cose più interessanti.

Questa pagina nasce da una frustrazione. Scrollavo. Come tutti. Mi passavano davanti titoli, indignazioni, meme, bufale vestite da notizie e notizie trattate da bufale. E ogni tanto mi fermavo e pensavo: ma è possibile che nessuno stia dicendo la cosa ovvia? Così ho aperto una pagina. L'ho chiusa. Ne ho aperta un'altra. L'ho chiusa anche quella — chi ha vissuto i cicli emotivi dei social sa esattamente di cosa parlo. L'euforia del primo like. Il silenzio tombale del secondo post. La crisi esistenziale del terzo. Ma questa volta ho fatto anche il sito. Il che significa che sul serio non torno indietro.

Qui trovi politica, geopolitica, società, assurdità quotidiane. Una rubrica sui politici — Un Politico al Giorno — che non è un processo ma un ritratto. Inchieste su cose che i grandi media non raccontano o raccontano male. E ogni tanto, anche qualcosa di bello. Perché no. Quello che non trovi è l'equilibrismo da paraculo, il classico "da un lato, dall'altro" usato per non dire niente, e la riverenza verso il potere — nessun potere, di nessun colore.

Una cosa che non troverete nel mio curriculum: non ho figli. Lo dico perché prima o poi qualcuno mi dirà "parli facile, non hai figli." Già. Non ce li ho. Eppure mi preoccupo lo stesso. Forse proprio perché non ho nessuno a cui lasciare qualcosa in eredità mi sento più libero di dire quello che penso. Nessuna carriera da proteggere. Nessun esempio da dare. Solo la fastidiosa abitudine di ragionare ad alta voce.

Ultima cosa, promesso. Sono dipendente dai social. Lo so, lo ammetto, sto anche scrivendo un libro su questo. Si chiama Un like al giorno toglie il medico di torno. È esattamente quello che sembra: una guida cinica per chi posta, mette like e mente sapendo di mentire. Me compreso. Perché la pecora che pensa non si esclude dal gregge. Sa solo di farne parte.

Benvenuto. Siediti. Leggi fino in fondo. E se ti fa arrabbiare qualcosa — perfetto. Vuol dire che funziona.

dal 2024 nessun guru nessun tesserino

✍️ Max — Anche la Pecora Pensa

RITRATTO_VERT

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