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8000 persone licenziate e 56 miliardi in tasca: il paradosso di Meta

  • Immagine del redattore: Anche la Pecora Pensa
    Anche la Pecora Pensa
  • 27 mag
  • Tempo di lettura: 3 min
MARK ZUCKENBERG

Lavoro e intelligenza artificiale — 56 miliardi in tasca, 8000 persone fuori dalla porta. Benvenuti nel futuro di Meta.


C'è un numero che fa impressione: 56,31 miliardi di dollari. È quello che Meta ha incassato in un solo trimestre. Un trimestre. Novanta giorni. Nel frattempo, nello stesso periodo, 8000 persone licenziate hanno ricevuto la comunicazione che il loro posto di lavoro non esisteva più. Non perché l'azienda andasse male. Non perché ci fosse una crisi. Ma perché Zuckerberg aveva deciso che quei soldi dovevano andare altrove.


Avevamo già parlato di Meta e dei suoi licenziamenti in questo articolo — rileggilo, perché quello che è venuto fuori dopo cambia tutto.


Altrove significa intelligenza artificiale. Tra i 125 e i 145 miliardi di dollari investiti nel solo 2026 in infrastrutture AI — una cifra vicina al doppio di quanto speso l'anno precedente. Macchine, modelli, server. E una nuova divisione, Meta Superintelligence Labs, guidata da Alexandr Wang, ex CEO di Scale AI, con pacchetti di compensazione per alcuni profili di punta che avrebbero superato i 100 milioni di dollari. Centomila milioni per un ricercatore. Ottomila persone licenziate per finanziarlo.


Questo è il quadro. Tenetelo in mente mentre leggete i comunicati aziendali che parlano di "ottimizzazione delle risorse" e "competitività globale".


La cosa più inquietante non è il numero dei licenziamenti — per quanto brutale. È il clima che li ha preceduti. Dentro Meta, i dipendenti sapevano da mesi cosa stava per succedere. Qualcuno aveva costruito siti web con il conto alla rovescia verso la data dei tagli, uno dei quali portava come intestazione "Big Beautiful Layoff" — ironia nera che condensava il senso di impotenza collettiva. Un dipendente della divisione policy ha raccontato a Wired una sensazione precisa: quella di essere stati usati per addestrare i modelli destinati a sostituirli. Prima si raccoglie il sapere umano, poi lo si trasferisce dentro sistemi automatici, poi si scopre che quel lavoro umano viene considerato superfluo.


È una frase che vale la pena rileggere. Perché descrive esattamente il meccanismo: noi produciamo dati, le piattaforme li usano per addestrare l'intelligenza artificiale, l'intelligenza artificiale sostituisce i lavoratori che quei dati li hanno generati. Il cerchio si chiude. I profitti restano in cima.


Non è un caso isolato. Google, Microsoft, Amazon hanno pubblicato risultati straordinari nello stesso periodo, tutti trainati dalla corsa all'AI e al cloud. Cisco ha annunciato quasi 4.000 tagli nella stessa fase. Secondo un'analisi di Goldman Sachs, i licenziamenti guidati dall'intelligenza artificiale equivalgono a oltre 16.000 tagli netti mensili nel mercato del lavoro americano, con la perdita che ricade in modo sproporzionato sui lavoratori della Generazione Z e sulle posizioni entry-level. Ogni mese spariscono circa 25.000 posti per effetto diretto della sostituzione automatizzata. Ne vengono creati 9.000 in compensazione. Fate voi i conti.


Settemila dipendenti sopravvissuti ai tagli sono stati reindirizzati verso team legati all'intelligenza artificiale. Gli altri — quelli delle 8000 persone licenziate — sono fuori. La quota azionaria degli aumenti annuali era già stata ridotta del 5% a febbraio 2026, dopo un taglio del 10% l'anno precedente. Il rating complessivo dei dipendenti Meta, secondo i dati di Blind, è sceso del 25% rispetto al picco del 2024. Dentro, chi è rimasto non è esattamente entusiasta.


La domanda che resta sul tavolo è sempre la stessa, e nessuno in Silicon Valley ha voglia di risponderci: se l'intelligenza artificiale viene costruita con il sapere di tutti — con i nostri messaggi, i nostri video, le nostre ricerche, i nostri dati — perché i benefici restano nelle mani di pochi? Ogni giorno consegniamo pezzi di noi stessi a queste piattaforme. Ogni traccia che lasciamo diventa addestramento, previsione, valore, denaro. Denaro che non torna indietro.


Cinquantasei miliardi in un trimestre e 8000 persone licenziate non sono due notizie separate. Sono la stessa notizia. Sono il ritratto fedele di un sistema che ha trovato il modo di produrre ricchezza infinita senza distribuirla. E che chiama tutto questo progresso.


✍️ Max - Anche la Pecora Pensa

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